Arrestati dai poliziotti della questura di Roma 3 uomini autori di almeno 17 truffe a persone anziane della capitale e provincia. I tre devono rispondere anche di sostituzione di persona e furto.
L’indagine, degli agenti del VII Distretto San Giovanni, è scaturita da una denuncia presentata da una anziana di 79 anni, vittima del raggiro della telefonata del finto nipote in difficoltà che aveva bisogno di un’ingente somma di denaro, seguita dalla successiva chiamata del “direttore” delle poste che chiedeva alla signora di mandare il marito presso l’ufficio postale per ritirare due raccomandate.
Durante l’assenza del marito, il finto nipote aveva contattato la donna chiedendole di preparare il denaro ed eventualmente l’oro che aveva in casa. Poi il fantomatico direttore l’aveva avvisata che sarebbe arrivato poco dopo un corriere per ritirare la merce. I truffatori sono riusciti così a farsi consegnare diversi monili in oro, 450 euro in contanti e una tessera bancomat con relativo codice pin, con cui hanno prelevato 150 euro.
Grazie all’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza presenti presso nei vari istituti di credito coinvolti, alle dichiarazioni rese dalle vittime in sede di denuncia e alla geo localizzazione delle utenze telefoniche utilizzate dai truffatori, i poliziotti sono risaliti agli autori di questi odiosi reati.
Da questa denuncia gli agenti hanno ricondotto ai tre truffatori anche una serie di colpi messi a segno con le medesime modalità.
Ricordiamo a tutti di stare sempre attenti e diffidare degli sconosciuti, anche se millantano l’appartenenza alle Forze dell’ordine, soprattutto al telefono.
Parliamone con i nostri anziani e sensibilizziamoli su questi argomenti. Raccomandiamo loro di segnalare qualsiasi richiesta sospetta o inconsueta, e in caso di dubbi non devono esitare a chiamare il Numero unico di emergenza 1 1 2 (Nue) per chiedere l’intervento della Polizia.
Per conoscere le tipologie di truffe maggiormente utilizzate dai criminali potete consultare la pagina sul nostro sito dedicata proprio a questo tema.

Fermato dai poliziotti di Frosinone un giovane di 26 anni che il 27 maggio scorso a Cassino ha ucciso una donna di origini dominicane.
La notte tra il 26 e 27 maggio 1993 Firenze fu svegliata dal boato dell’esplosione che sventrò la storica Torre de’ Pulci, uccise cinque persone e ne ferì quarantuno.
Questa mattina, il presidente del Consiglio regionale e il questore della provincia di Firenze Maurizio Auriemma, insieme alla signora Tina Montinaro, sono stati accolti da un pubblico di giovanissimi al Teatro La Compagnia, per l’incontro “La strage di via dei Georgofili: un racconto lungo trent’anni. Giustizia, memoria, verità: valori che contano per le nuove generazioni”.
Nel pomeriggio, nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, il presidente dell’Assemblea legislativa Antonio Mazzeo, insieme all’ufficio di presidenza e ai consiglieri regionali, ha incontrato il questore Auriemma e Tina Montinaro, che è stata intervistata da una rappresentanza del parlamento regionale degli studenti nel ricordo delle vittime delle stragi di mafia.
Oggi pomeriggio la Polizia di Stato ha reso omaggio alle vittime di mafia, dapprima, davanti alla Teca nel piazzale degli Uffizi e, subito dopo, davanti all’Albero della Pace di via dei Georgofili, alla presenza del questore Maurizio Auriemma, della signora Tina Montinaro, del presidente del Consiglio regionale e delle Autorità cittadine, di fronte alle quali alle 16.30 è stato suonato il silenzio d’ordinanza da un trombettiere della Polizia di Stato.
Il capo della Polizia Vittorio Pisani, questa mattina, a
Il capo della Polizia Pisani, che per oltre 7 anni ha diretto la Squadra mobile partenopea, nel suo intervento conclusivo ha ricordato lo spessore professionale e umano di Mario Bignone, con cui ha condiviso molte operazioni di Polizia e catture di pericolosi latitanti, anche all’estero. Il prefetto Pisani ha sottolineato come “Mario era un ragazzo splendido, dedito al servizio in maniera encomiabile. Mi dispiace oggi non potermi avvalere della sua collaborazione, sarebbe stata per me una grande gioia. Lui però è presente, di fatto, con il suo esempio. Tutti noi che abbiamo lavorato insieme a lui non possiamo dimenticare i valori che ci ha trasmesso e la sua dedizione al lavoro. Abbraccio Giovanna a nome della grande famiglia della Polizia di Stato”.
Napoletano di nascita, Bignone era entrato in Polizia alla fine del 1990 come ispettore ed era stato assegnato, al termine del corso di formazione, alla sezione omicidi della Squadra mobile di Napoli svolgendo numerose indagini sulla camorra, nei confronti soprattutto della cosiddetta “alleanza di Secondigliano”. Nel 1999, proprio per una “cattura eccellente” è stato promosso per meriti straordinari alla qualifica di Ispettore superiore.