Bari: la Polizia scientifica mette in mostra “Frammenti di Storia”

È stata inaugurata oggi, presso la Sala Consiliare del Palazzo della Città Metropolitana di Bari, la mostra fotografica “Frammenti di Storia” che racconta l’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica.

All’inaugurazione hanno partecipato il questore di Bari, Carmine Esposito, il direttore del Servizio di Polizia scientifica, Fausto Lamparelli e il direttore centrale anticrimine, Vittorio Rizzi.

Presente anche lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio, che ha catturato l’attenzione degli ospiti, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia d’Italia e della città di Bari.

Sarà possibile visitare la mostra gratuitamente sabato dalle 9.00 alle 19.00 e domenica dalle 9.00 alle 13.00; si potrà fare un tuffo nel passato senza filtri e senza mediazione attraverso le foto relative all’omicidio dell’Onorevole Aldo Moro, che riassumono l’orrore degli Anni di Piombo; saranno in mostra anche le immagini della massa di profughi stipati sulla banchina del Porto di Bari e sulla nave mercantile Vlora, che nel 1991 portò con sé oltre 20 mila migranti albanesi.

Sono inoltre esposte le foto del rogo devastante che distrusse il glorioso Teatro Petruzzelli, e le foto del vertice dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali del G7, tenutosi lo scorso anno al Castello Normanno Svevo; ci sono anche foto recenti come le istantanee che raccontano le visite di Papa Francesco a Bari e a Molfetta nel 2018.

La mostra racconta l’instancabile lavoro, degli uomini e delle donne della Polizia scientifica che, con il loro operato, hanno fatto e fanno la storia d’Italia, consentendo a tutte le generazioni di comprendere ed interpretare il passato per affrontare al meglio le sfide del futuro.

Rapito e sequestrato per una partita di droga, 3 arresti

Un sudamericano era stato ferito gravemente e portato all’ospedale. Sul posto, i poliziotti hanno preso le prime dichiarazioni dell’uomo. Tutto questo accadeva lo scorso 26 ottobre a Parma.

I responsabili dell’aggressione sono stati trovati e arrestati dagli agenti della Squadra mobile di Parma. Si tratta di tre dominicani domiciliati a Parma accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate.

L’uomo era stato sequestrato e seviziato per una partita di cocaina arrivata a Santa Croce sull’Arno (Pisa) da Santo Domingo e poi sparita.

Era stato rapito la sera del 26 ottobre proprio nella sua abitazione a Santa Croce sull’Arno dai tre connazionali che, dopo averlo picchiato e avere rapinato lui e la sua convivente di 3.500 euro, un tablet, un orologio e altri oggetti, lo avevano caricato a bordo di una autovettura e portato a casa della madre di uno di loro, in provincia di Parma.

Qui i tre, per estorcergli soldi e cocaina, lo hanno colpito alla nuca con un martello, legato con un cavo elettrico e minacciato di morte con un coltello preso dalla cucina, intimandogli di consegnare una partita di droga che, a loro dire, l’uomo avrebbe riportato in Italia dopo un viaggio a Santo Domingo.

In particolare, lo hanno picchiato con pugni al volto, lo hanno ferito col coltello e tentato di bruciargli le mani sui fornelli del gas. La vittima, legata poi a un termosifone, era riuscita a fuggire approfittando di un momento di distrazione dei suoi carcerieri.

Le indagini svolte hanno permesso di ricostruire il quadro dei gravi indizi grazie ai quali è stato emesso il fermo a carico dei tre.

La Polizia di Stato e Confindustria protagoniste a Venezia

La Banda della Polizia di Stato, che quest’anno compie novant’anni, è stata protagonista questa sera dell’evento organizzato da Confindustria di Venezia, Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, patrocinato dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un turismo consapevole e rispettoso della città lagunare.

La manifestazione si è svolta nella Scuola Grande della Misericordia di Venezia alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli, che prima dell’inizio del concerto ha invitato tutti i presenti a rispettare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime e dei feriti nell’attentato di ieri a Strasburgo in Francia.

Il Prefetto, nell’occasione, è stato premiato dal presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Bono “Per aver diretto le Istituzioni del Paese deputate alla Sicurezza, nelle molteplici accezioni in cui il termine si declina, sempre all’insegna dei valori della solidarietà e dl rispetto della dignità umana”.

Dopo la proiezione di un video di presentazione, i 103 orchestrali, diretti dal Maestro Maurizio Billi, hanno suonato per il pubblico presente le musiche di Alfred Reed, Giacomo Puccini, Astor Piazzolla, Arturo Márquez, Salvatore Cardillo, John Lennon e Michele Novaro, accompagnati dalle voci del soprano Federica Balucani e del tenore Francesco Grollo, concludendo lo spettacolo con le note dell’Inno di Mameli.

All’evento di oggi, presentato dalla giornalista Ertilia Giordano, erano presenti il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto, il questore di Venezia Danilo Gagliardi, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, ed ha avuto quale scopo quello di promuovere comportamenti virtuosi a tutela della città di Venezia, accendendo i riflettori sul tema della fragilità del capoluogo veneto.

Spaccio sulla costiera del Piceno: 9 arresti

Sono nove le persone arrestate stamattina dagli agenti della Squadra mobile di Ascoli Piceno durante l’operazione antidroga “Boxer” dopo indagini durate oltre un anno. Sei persone sono finite in carcere mentre per altre tre sono stati disposti i domiciliari. I criminali sono responsabili di spaccio di eroina prevalentemente nei locali notturni della riviera adriatica nella provincia di Ascoli. Per tutti l’accusa è l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini dei poliziotti sono partite dalla constatazione di un recente aumento del consumo di eroina da parte soprattutto di giovanissimi, a svantaggio della cocaina, ritenuta fino a qualche tempo fa come la droga “di moda”. Da qui i poliziotti hanno scoperto che la gran parte del mercato della droga era detenuta da tunisini che spesso facevano proseliti tra giovani tossicodipendenti italiani, inducendoli a spacciare dietro la promessa di consegna dello stupefacente a loro necessario.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa tre chili di eroina pari a 12mila dosi del valore commerciale sul mercato di circa 240mila euro. È stato stimato che i componenti della banda riuscivano a piazzare un centinaio di dosi al giorno.

Donatella Fioroni