Gli agenti della Sezione operativa sicurezza cibernetica della Polizia postale di Biella hanno denunciato una donna di 48 anni, residente in provincia di Vercelli, per atti persecutori ai danni di una coetanea della provincia di Biella.
Le indagini sono iniziate a seguito della denuncia della vittima. La donna, da oltre un anno, riceveva minacce e calunnie attraverso i social network, che le avevano causato stress e il cambiamento delle abitudini di vita.
Il contenuto dei post, tutti provenienti da falsi account, era indirizzato soprattutto ai figli, ai genitori e ad alcuni conoscenti della vittima e tutti diretti a screditare la reputazione della stessa.
Gli accertamenti e le perquisizioni informatiche hanno permesso ai poliziotti di risalire all’autrice dei fatti, e a rintracciare, all’interno dello smartphone della denunciata, i falsi profili utilizzati e subito dopo cancellati.
Gli investigatori sono riusciti anche a verificare l’effettivo invio di numerosi messaggi ai familiari e conoscenti della vittima, individuandone per alcuni anche il contenuto.
Vicende come queste, per fortuna risoltasi positivamente, possono purtroppo avere conseguenze drastiche. È fondamentale denunciare tempestivamente per limitare al massimo l’aggravarsi delle situazioni.
Nel numero di agosto-settembre di
La tappa di Busan (Corea del Sud) della Coppa del mondo di scherma paralimpica si è conclusa con cinque atleti delle Fiamme oro sul podio: trionfo per Bebe Vio e Rossana Pasquino, argento per Edoardo Giordan e Andrea Mogos, bronzo per Loredana Trigilia.
Ricordiamo che l’azzurra nella finale a squadre ai Giochi paralimpici di Tokyo 2020 si era sublussata il gomito e da allora è stata ferma per quasi due anni, scivolando indietro nel ranking internazionale.
Secondo gradino del podio anche per l’atleta cremisi Andrea Mogos, superata nella finale di fioretto cat. A dall’ungherese Hajmasi con il punteggio di 15-12.
Questa mattina la questura di Monza e della Brianza ha ricordato il commissario della Polizia di Stato Ramona Passoni, scomparsa nell’ottobre 2015 all’età di 47 anni, quando prestava servizio presso l’allora commissariato distaccato di Monza.
Nel ricordare il Funzionario scomparso, che grazie alle sue doti umane e professionali ha rappresentato un punto di riferimento sia per i colleghi che per la comunità, è stata letta la motivazione che ha portato all’intitolazione: “Esempio riconosciuto di dedizione e di spirito di servizio, nel contesto professionale in cui ha operato è divenuta un punto di riferimento non solo per colleghi e superiori ma anche per la comunità locale, contribuendo in maniera efficace, grazie alla sua disponibilità e sensibilità, alla delicata attività di assistenza alle vittime vulnerabili della violenza di genere e dei reati in danno di minori”.
Infatti, il commissario Passoni si era occupata, tra le altre cose, nell’ambito dell’attività dell’Ufficio anticrimine, degli aspetti investigativi attinenti alla violenza di genere e ai reati nei confronti di donne e minori.
Verrà ricordata, domani, a Palermo la strage di via Carini nella quale, nel 1982, persero la vita il prefetto di Palermo Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente scelto della Polizia di Stato Domenico Russo, assegnato alla tutela del Prefetto.