Polizia di Stato e Centro nazionale trapianti insieme per il trasporto organi

Una forte sinergia tra la Polizia di Stato e il Centro Nazionale Trapianti per il trasporto urgente di organi e tessuti: è quanto previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto oggi al ministero dell’Interno dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, e dal direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa.

L’accordo, che avrà la durata di due anni, disciplina ufficialmente il trasporto di organi e tessuti umani in condizioni di necessità e urgenza di carattere logistico o sanitario, ad esempio a causa della dislocazione delle strutture sanitarie interessate o per esigenze legate alla delicatezza dell’intervento da eseguire.

Il coordinamento organizzativo sarà affidato al Centro Nazionale Trapianti Operativo, la struttura che ha il compito di gestire tutti i programmi nazionali di trapianto, mentre ad assicurare il servizio saranno le articolazioni della Polizia stradale, che è stata già chiamata a intervenire in casi particolari come le donazioni samaritane e le catene di trapianti di organi in modalità “cross-over”.

Nel 2018 la Polizia stradale ha effettuato quattro trasporti per trapianti cross-over, tre dei quali con l’impiego della Lamborghini Huracan in dotazione al compartimento Polizia stradale di Bologna. Complessivamente sono state 357 le pattuglie impiegate lo scorso anno per portare a compimento servizi di assistenza sanitaria come il trasporto di organi (41 casi), di plasma e sangue (10 casi) e di siero, vaccino o medicinale (19 casi).

Postale: scoperto finto senatore che voleva accreditarsi al Festival

È accusato di aver attivato un falso dominio chiamato “senato.eu” con cui ha creato diverse caselle di posta elettronica tentando di ottenere, dalla Rai, un accredito per il prossimo Festival della canzone italiana.

La Polizia Postale ha eseguito un provvedimento emesso dalla Procura di Roma nei confronti di un 43enne di Napoli, perquisendo la sua abitazione e sequestrando diversi computer e supporti informatici, ben 7 hard disk, utilizzati per l´attività illecita.

A far scattare le indagini è stata una denuncia in merito a una sospetta corrispondenza intrattenuta per mail con l´ufficio stampa Rai e un conosciuto senatore della Repubblica che raccomandava l’indagato come il suo “pupillo” e suo capo ufficio stampa.

La “raccomandazione” prevedeva un accredito per il prossimo Festival della canzone italiana di Sanremo.

Gli accertamenti svolti dagli specialisti del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico della protezione delle infrastrutture critiche) hanno verifcato come l’uomo, oltre a spacciarsi come il senatore in questione, usasse anche tanti altri falsi account di posta elettronica intestati ad altre note figure istituzionali.

Gli uomini della Postale hanno sequestrato il dominio e il contenuto delle sei caselle di posta elettronica associate allo spazio web in questione.

Poliziamoderna: il numero di febbraio

Sul numero di febbraio di Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia di Stato, le cinque pagine del Primo Piano sono dedicate ad alcune delle frasi chiave pronunciate dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, connesse a chi gestisce l’uso della forza con etica di responsabilità e destinate proprio a chi veste la divisa.

Molti gli argomenti-chiave e gli spunti di riflessione: dal concetto di “percezione della sicurezza”, a quanto la crisi economica che ha investito il nostro Paese abbia avuto ripercussioni anche sulle forze dell’ordine, dalla responsabilità di difendere i cittadini al valore dell’ “ascolto” da parte degli operatori di polizia nei confronti delle vittime di reati, dal valore della formazione, fino all’esercizio del potere gerarchico da parte di chi è al vertice di un’Istituzione come la Polizia di Stato.

Uno speciale è poi dedicato al nucleo degli artificieri della questura di Roma, la cui competenza si estende all’intero Lazio. Con loro abbiamo passato una giornata nella quale ci hanno illustrato le apparecchiature a loro disposizione e spiegato le diverse modalità di intervento da adottare a seconda del luogo dove è posizionato l’oggetto “sospetto” e della sua tipologia.

Sul numero è anche presente un focus sul cyberbullismo. A parlare alcuni esperti impegnati nell’analisi e nel contrasto al fenomeno della violenza sul Web, che hanno raccolto la loro decennale esperienza in un interessante volume recentemente pubblicato, La violenza in un clic. Itinerari di prevenzione del cyberbullismo (edizioni hogrefe a cura di Roberto Sgalla e Anna Maria Giannini). Frutto di un sondaggio su un campione di adolescenti, il lavoro mette in evidenza alcuni percorsi di lavoro suggeriti dalla Polizia postale, dal Dipartimento per la giustizia minorile, dal Miur in collaborazione con gli psicologi dell’Università La Sapienza.  

Tutti gli articoli del mese di febbraio sono disponibili su www.poliziamoderna.it

Gabrielli: lettera aperta ad un “aspirante poliziotto”

A seguito di alcune modifiche legislative che hanno cambiato i requisiti per l’accesso al ruolo di Agenti della Polizia di Stato, sono state postate, sui social della Polizia, richieste di chiarimenti da parte di aspiranti poliziotti. A queste richieste il capo della Polizia Franco Gabrielli ha risposto con una lettera aperta che pubblichiamo.

 Caro Fabio, non conoscendo il suo nome ho scelto quello di uno dei miei figli, perché, con lo stesso animo con cui un padre ascolta un figlio, ho ascoltato le sue parole. 

Parole che le rendono onore. Parole importanti, scandite con garbo e con passione e accompagnate dalle belle immagini dei nostri poliziotti a lavoro che, comprendo bene, rappresentano per lei, e per tanti altri nelle sue stesse condizioni, una legittima aspirazione. 

La sua è una testimonianza forte, emotivamente coinvolgente, un appello toccante, che non può lasciare indifferente nessuno, tanto meno me, che a soli 12 anni già sognavo di diventare poliziotto e che ho oggi l’onore e il privilegio di rappresentare la Polizia di Stato al suo massimo vertice.

Ed è quindi come Capo dell’Amministrazione, che tiene alla propria struttura tanto quanto agli uomini e alle donne che ogni giorno ne incarnano la missione, che oggi sento di doverle una risposta.

Fin dai primi giorni della mia nomina, nella primavera del 2016, ho lavorato affinché fosse chiaro al Paese che il blocco del turn over adottato nel 2010, associato ad un periodo concentrato di pensionamenti (40.000 nei prossimi 10 anni) e al fisiologico processo di senilizzazione del nostro personale in servizio, aveva comportato un danno grave al nostro sistema di sicurezza e avrebbe continuato a determinarlo se non si fosse posto un immediato rimedio, attraverso arruolamenti straordinari e con un significativo abbassamento del limite di età come requisito di accesso ai ruoli iniziali dell’Amministrazione. In sintonia con le nostre aspettative, il Governo precedente ha adottato il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, con il quale è stato portato a 26 anni il limite massimo di età e al contempo è stato individuato nel diploma di scuola media superiore il titolo richiesto per accedere alla qualifica di agente di polizia. È con questi criteri che si procederà alle future assunzioni. 

Veniamo ora al concorso del 27 maggio 2017, che ha portato all’ammissione al corso di 1.148 agenti secondo le vecchie regole  – ossia limite massimo di età di 30 anni e diploma di scuola media inferiore – cui ha fatto seguito, grazie alla disponibilità di risorse economiche aggiuntive, l’ulteriore selezione di 459 allievi agenti, attingendo allo stesso elenco di concorrenti giudicati idonei (in quanto avevano già superato la prova scritta e le tre prove fisico-psico-attitudinali) ma inizialmente non vincitori. In tal senso è stata esaurita la “graduatoria”. È infatti il superamento di tutte e quattro le prove che determina il superamento del concorso e l’ammissione al corso, al termine del quale, se il giudizio di idoneità viene confermato, si procede poi all’assunzione in servizio. 

Grazie all’impegno del Ministro Salvini, con la legge di bilancio di fine 2018, sono state stanziate risorse per assunzioni straordinarie che hanno consentito, tra l’altro, di reclutare ulteriori 1.851 unità, che, in assenza di altri idonei in elenco e vigenti i nuovi requisiti introdotti dal citato decreto legislativo 95/2017, non sarebbero state possibili attraverso un meccanismo meramente amministrativo di scorrimento dell’elenco del precedente concorso. 

A questo punto due le strade possibili: indire un nuovo concorso aperto ai candidati in possesso dei nuovi requisiti o, come espressamente richiesto dalle organizzazioni sindacali, consentire, con l’adozione di una specifica disposizione normativa, di attingere alla stesso elenco di candidati utilizzato per l’ammissione al corso dei 1.148 e dei 459, che ad oggi però hanno superato esclusivamente la sola prima prova scritta. 

Attualmente all’esame del Parlamento c’è, nel cosiddetto  “decreto semplificazione”, un articolo, proposto da un partito di maggioranza e condiviso dall’Amministrazione, che prevede sì di utilizzare l’elenco di chi con il precedente concorso era risultato idoneo alla prima delle quattro prove – e questo per accelerare e semplificare le procedure con il solo fine di incrementare tempestivamente gli organici della Polizia di Stato – ma applicando i criteri previsti dalla legge vigente. Proprio nel rispetto delle convinzioni e dei principi che, come le dicevo, hanno ispirato la nuova norma del 2017 e che hanno già trovato attuazione anche nei procedimenti delle Forze Armate, con riferimento al limite di età. Del resto, la scelta della prima soluzione – un nuovo concorso – avrebbe comunque comportato, purtroppo, l’esclusione di chi come lei ha un’età superiore ai 26 anni, assecondando invece le altrettanto legittime aspirazioni di chi oggi potrebbe accedere ad un nuovo concorso e che invece, con lo scorrimento dell’elenco, si vede negata questa possibilità.  

Mi sono dilungato sulla descrizione dettagliata di quanto avvenuto e della motivazione delle scelte fatte non solo per il rispetto del doveroso principio di trasparenza che ogni amministrazione deve a ciascun cittadino, ma perché l’ultima cosa che vorrei è che giovani come lei, animati da passione e motivati da quegli stessi principi che ispirano la nostra Polizia (giustizia, equità, legalità), pensino che si stia compiendo una violazione di un diritto costituzionalmente garantito. E spero di essere riuscito anche a  trasmetterle un mio intimo convincimento, cui cerco di conformare ogni mia decisione: rispetto ai legittimi e comprensibili interessi dei singoli, chi porta la responsabilità di strutture complesse come quella che oggi è a me affidata deve sempre anteporre l’interesse più grande del bene della collettività a quello dei singoli. Che in questo caso è una Polizia di Stato sempre più adeguata a svolgere la sua missione a servizio del Paese.

Caro Fabio, mi creda, non mi è stato facile risponderle, perché penso di riuscire a comprendere la delusione di chi si vede negato un sogno, ma spero davvero che queste mie parole, lungi dal convincerla su una scelta in ogni caso opinabile  – come ogni scelta – le abbia almeno consentito di comprendere il senso e le motivazioni del percorso che abbiamo voluto intraprendere. 

Auguro a lei e a tutti i giovani i cui pensieri ha voluto interpretare con la sua bella e intensa lettera di poter vivere comunque una vita lavorativa mossa dalla passione e soprattutto di non perdere fiducia nelle istituzioni di questo Paese, troppo spesso ingiustamente vituperate.

Con sentita stima, 

Franco Gabrielli

Catania: in ricordo di Filippo Raciti

È trascorso un altro anno da quel 2 febbraio 2007, in cui l’ispettore della Polizia di Stato Filippo Raciti, per fronteggiare gli ultras delle squadre del Palermo e del Catania, insieme ai colleghi del Reparto mobile di Catania, venne colpito al ventre e morì poche ore dopo il ricovero in ospedale, per un’emorragia epatica.

Il rinnovare la memoria di Filippo Raciti, vittima del dovere e Medaglia d’Oro al Valor Civile, rappresenta per noi tutti un monito e un valore, una durissima lezione di vita che ha generato una nuova consapevolezza e un maggiore rispetto dei valori dello sport e della stessa vita.

Questa mattina il questore Alberto Francini, il prefetto di Catania Claudio Sammartino, i familiari e amici, le massime autorità civili e militari e tanti colleghi di Filippo si sono ritrovati al X Reparto Mobile, nella caserma che porta il suo nome, per assistere alla messa in suo suffragio.

Prima della cerimonia religiosa, nello spiazzo della “Tribuna Vip” dello stadio Angelo Massimino, è stata deposta una corona d’alloro presso il monumento dedicato all’Ispettore.