Chimica forense, convegno della Scientifica

 

Si è tenuto, ieri, il secondo seminario sulla chimica analitica forense.

Nell’aula “Palatucci”  del Polo Tuscolano. a Roma. esperti delle università di Torino, Parma, Catania, Genova, Teramo, Milano e Roma, insieme a studenti, cultori della materia ed esperti delle Forze dell’ordine si sono confrontati con il tema del seminario: Le indagini forensi e il contributo della spettrometria di massa.

Il seminario, organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Società chimica italiana, ha fatto il punto della situazione sul contributo che le analisi spettrometriche possono fornire nelle attività investigative e i possibili sviluppi di tale tecnica.

Arezzo: commemorazione per Emanuele Petri

Questa mattina, a Castiglion Fiorentino, è stato commemorato Emanuele Petri, sovrintendente della Polizia di Stato assassinato su un treno, durante un conflitto a fuoco con alcuni brigatisti rossi, il 2 marzo 2003.

I familiari, i colleghi e gli amici di Emanuele si sono raccolti nella chiesa del Rivaio della cittadina aretina, dove è stata celebrata una messa di suffragio.

Poi, tutti si sono spostati in piazza Emanuele Petri, la piazza antistante la stazione ferroviaria, che porta il nome del sovrintendente ucciso.

Il questore di Arezzo Salvatore Fabio Cilona e la vedova, signora Alma, si sono soffermati davanti al cippo che ricorda l’evento e sul quale è stata deposta una corona d’alloro.

Lo scontro a fuoco avvenne su un treno in movimento, all’altezza di Castiglion Fiorentino.

Sul treno, il sovrintendente, insieme ad altri due colleghi della Polizia ferroviaria, stava controllando i documenti di due viaggiatori che sembravano sospetti; i due terroristi, temendo di esser stati scoperti, hanno impugnato le armi e hanno sparato sugli agenti.

Nel conflitto a fuoco un terrorista rimase ucciso, una terrorista venne arrestata e un altro agente rimase gravemente ferito.

Preso foreign figher algerino, si nascondeva in un casolare

Si era nascosto in un casolare abbandonato nelle campagne di Acerra (Napoli) ma era ricercato in campo internazionale perché destinatario di un mandato di cattura emesso dal tribunale di Constantine (Algeria).

L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Digos di Caserta al termine di un’indagine iniziata alla fine dello scorso anno, subito dopo la notizia che segnalava la presenza dello straniero nelle province di Caserta e Napoli.

Si tratta di un 45enne cittadino algerino accusato di partecipazione ad organizzazione terroristica, perché nel 2014 aveva lasciato il suo Paese per raggiungere la Siria ed unirsi alle milizie dello Stato islamico.

Il foreign fighter era stato già residente nella zona, con regolare permesso di soggiorno, dal 2003 al 2012, ed era conosciuto dagli investigatori del Servizio per il contrasto al terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione (Dcpp); l’uomo era stato infatti segnalato nel 2016 dall’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) e dall’Interpol, in una lista di combattenti partiti per unirsi ai gruppi jihadisti operanti nel teatro siro-iracheno.

Sergio Foffo

Agrigento: “Polizia di Stato – com’eravamo come siamo – la memoria come valore”

Villa Aurea, nella Valle dei Templi (Agrigento), è stata al centro, questo pomeriggio, della manifestazione ““Polizia di Stato – com’eravamo come siamo – la memoria come valore” a cui ha partecipato il capo della polizia Franco Gabrielli insieme al questore Maurizio Auriemma, alla signora Tina Montinaro, alle autorità civili e militari, alla cittadinanza e a numerose scolaresche.

Il prefetto Gabrielli ha visitato la teca “Quarto Savona 15”, l’automobile blindata dei tre poliziotti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, e Vito Schifani, vittime della strage di Capaci, esposta per l’occasione.

Il capo della Polizia nel suo intervento ha sottolineato riferendosi a questa strage che “Quel sacrificio fu un segno tangibile perché nel momento in cui perdevano la vita era possibile costruire un riscatto. Questo ammasso di lamiere – ha proseguito il capo della Polizia Franco Gabrielli indicando la Teca – rappresenta la speranza e certe immagini più delle parole hanno il potere straordinario di non lasciarci indifferenti”.

Successivamente nel Giardino dei Giusti, nei pressi del tempio della Concordia, è stata scoperta una stele in memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Questa sera, poi, al Teatro Pirandello, si è svolto un concerto della Banda musicale della Polizia di Stato.

In mattinata i musicisti della Polizia erano già stati protagonisti di una esibizione in piazza Cavour in cui erano presenti diverse scolaresche della provincia. Per gli studenti la questura di Agrigento, oltre al concerto, ha organizzato anche un percorso di legalità con visite guidate a diverse mostre.

Traffico di rifiuti dalla Campania alla Lombardia, sei aziende coinvolte

Sono 15 le persone coinvolte nell’indagine “Venenum” della questura di Milano. A conclusione dell’operazione 8 persone sono finite in carcere, per 4 sono stati disposti gli arresti domiciliari e per gli altri 3 il divieto di dimora. Tutti sono ritenuti responsabili di reati ambientali avendo gestito abusivamente 37 mila metri cubi di rifiuti.

Invece di far confluire i rifiuti nelle discariche autorizzate o nei termovalorizzatori, gli intestatari di almeno sei aziende abbandonavano i rifiuti all’interno di capannoni posti su terreni intestati o affittati anche con il coinvolgimento di prestanome. Tale sistema ha permesso ai criminali di avere un guadagno stimato intorno al milione di euro.

L’indagine è iniziata a seguito di un incendio divampato nell’ottobre scorso all’interno di un’azienda del milanese che si occupa di stoccaggio di rifiuti e, da lì, i poliziotti della Squadra mobile hanno ricostruito l’intera filiera che coinvolgeva società di raccolta, autisti compiacenti e affittuari di terreni e capannoni.

Gli investigatori sono stati anche in grado di classificare i rifiuti smaltiti illegalmente accertando che si tratta di rifiuti domestici (incluse le piazzole ecologiche) e rifiuti provenienti dalle attività produttive artigianali.

Tali rifiuti, prima di essere abbandonati nei capannoni e sui terreni, venivano portati nei centri di trattamento dove, attraverso la pressatura a cubi, i rifiuti venivano compattati meccanicamente e tenuti insieme mediante filo di ferro.

Le zone interessate dallo stoccaggio abusivo sono state individuate in provincia di Venezia, Lodi e Verona. La Polizia ha anche accertato che i rifiuti provenivano per buona parte dalle province di Salerno e Napoli.

Oltre ai soldi confluiti sui conti correnti la Polizia ha sequestrato il capitale sociale delle sei aziende coinvolte e 13 mezzi pesanti utilizzati per la commissione dei reati.

Donatella Fioroni