Alessandria: i “ragazzi” del 75° corso di nuovo a Scuola

In 200 questa mattina si sono ritrovati alla Scuola allievi di Alessandria dopo quasi 40 anni di servizio.

Stiamo parlando dei poliziotti del 75° corso che il 1° aprile 1981 hanno varcato l’ingresso della Scuola indossando le stellette e ne sono usciti senza, per l’entrata in vigore della legge 121/1981. La Legge abolì il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza ad ordinamento militare e istituì l’Amministrazione della pubblica sicurezza ad ordinamento civile di cui la Polizia di Stato fa parte.

Un incontro speciale dunque per gli appartenenti del “1° corso allievi agenti” a cui ha voluto prendere parte anche il capo della Polizia Franco Gabrielli.

I presenti di questa mattina sono stati purtroppo una parte di quei 750 uomini che indossarono l’uniforme quel 1° aprile di 38 anni fa. Alcuni di loro purtroppo per vicende diverse o perché non ci sono più, come coloro che sono rimasti vittime di atti criminali e terroristici, non hanno potuto esserci.

Prima di riabbracciarsi e condividere le proprie esperienze i “ragazzi” del 75° si sono di nuovo schierati di fronte al tricolore per partecipare all’alza bandiera a simboleggiare il loro attaccamento alla patria e ai doveri assunti con il giuramento.

Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha sottolineato come “Il senso di appartenenza e lo spirito di corpo sono fondamentali e ci permettono di essere una comunità che si riconosce in valori e tradizioni e in coloro che hanno dato la vita per questi. Ed è lo stesso spirito che ha spinto i colleghi entrati in Polizia 38 anni fa, in un momento in cui l’amministrazione stava cambiando pelle, a ritrovarsi e riunirsi oggi qui. Questo trovo sia straordinariamente bello”

Antonio Fantozzi

Donare il sangue ad aprile

Anche questo mese Donatorinati, l’Associazione donatori volontari della Polizia di Stato promuove le donazioni di sangue. Ecco le sedi dove, chi volesse, può recarsi per effettuare la donazione nel mese di aprile.

Per Roma ci sono anche le date in cui donare.

L’invito è rivolto a tutte le persone in buona salute e di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Si ricorda che per donare il sangue è necessario avere un peso corporeo non inferiore ai 50 chili.

È essenziale recarsi al prelievo a digiuno, anche se è concesso bere un caffè, un tè o un succo di frutta. Non è consentito ingerire latte e derivati. (Requisiti).

Mafia nigeriana: arrestati 10 “Vikings” in Francia e Germania

Con l’ultimo arresto avvenuto il 21 marzo si è chiusa la seconda fase dell’indagine sulla mafia nigeriana presente nel Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Mineo in provincia di Catania.

Con l’operazione “Norsemen”, svolta dalla Squadra mobile etnea e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia, sono stati arrestati dieci cittadini nigeriani che erano ricercati dal gennaio scorso quando, grazie ad una denuncia di un ragazzo della Nigeria, i poliziotti avevano fatto luce sull’organizzazione malavitosa internazionale “Supreme Vikings Confraternity” e sulle sue diramazioni in Sicilia.

Proprio all’interno del Cara di Mineo era stata scoperta una cellula mafiosa che, contando sulla forza intimidatrice dal clan e delle pratiche “cultiste” tipiche del Paese di provenienza, avevano imposto il predominio sullo spaccio di droga nella zona e all’interno del Centro stesso.

All’operazione di gennaio si erano sottratti 10 membri della banda subito inseriti nel progetto “Wanted 3” per la ricerca a livello europeo dei latitanti.

La prova della forza del clan e delle sue ramificazioni in Europa si è avuta con l’arresto dei dieci latitanti rintracciati in Francia ed in Germania nell’ultimo mese; due sono stati rintracciati a Parigi; due a Nancy, nel nord est della Francia; tre a Marsiglia e uno a Nizza, in Provenza. In Germania, a Ratisbona sono stati rintracciati gli ultimi due componenti della banda.

Tutti dovranno rispondere insieme agli altri arrestati di associazione per delinquere, spaccio di sostanze stupefacenti e violenza sessuale.

Abusi sui minori: presentata a Roma la “Victim identification task force Italia”

Intensificare la cooperazione a livello nazionale e internazionale nell’identificare gli autori e le vittime degli abusi sessuali sui minori è l’obiettivo della tavola rotonda “Victim identification task force Italia (Vitf Italia) – La pedofilia in Rete: identificazione, ascolto e presa in carico delle vittime”, che si è tenuta questa mattina a Roma, nella sala Palatucci del Polo Tuscolano.

Il seminario, ospitato dalla Polizia postale e delle telecomunicazioni, con il supporto dell’European cybercrime centre dell’Europol, costituisce il primo incontro del genere organizzato da uno stato membro dell’Unione europea ed è stato l’occasione per presentare i risultati della Task force.

Alla tavola rotonda hanno partecipato 25 specialisti, esperti in particolare nell’identificazione delle vittime, appartenenti ai Compartimenti regionali e al Servizio polizia postale e delle comunicazioni. Il loro intento principale è quello di sviluppare tattiche e tecniche investigative, per fare in modo che i minori vittime di questo odioso crimine abbiano maggiori possibilità di essere identificate e salvaguardate.

Per undici serie di immagini analizzate durante l’incontro, raffiguranti sei vittime, gli specialisti sono stati in grado di determinare i probabili Paesi di produzione. Tali Paesi sono stati informati, e hanno avviato indagini per identificare gli autori dei reati e proteggere le vittime.

Gli specialisti hanno, inoltre, analizzato circa 224mila immagini e video per scoprire e utilizzare indizi di vitale importanza ed hanno caricato sull’International child sexual exploitation database (Icse), ospitato presso l’Interpol, oltre 100 blocchi di dati specifici analizzati.

L’identificazione delle vittime di abusi sessuali sui minori è una priorità per i servizi di polizia in tutto il mondo. Le giovanissime vittime sono ulteriormente vittimizzate quando i loro abusanti registrano il crimine, e ancora successivamente, quando queste registrazioni vengono diffuse in Rete.

Sergio Foffo

Roma: consegnate le sciarpe tricolori a 290 “nuovi” commissari

Si è concluso, questa mattina, con una cerimonia presieduta dal capo della Polizia Franco Gabrielli, il 3° corso per commissari presso la Scuola superiore di polizia di Roma.

Si tratta di 290 funzionari, di cui 87 donne, che hanno già una lunga carriera alle spalle svolta nei ruoli degli ispettori e provenienti soprattutto da reparti e uffici operativi.

E così da oggi i “nuovi” commissari dopo aver ottenuto la sciarpa tricolore dalle mani del prefetto Gabrielli, raggiungeranno chi una nuova sede e reparto e chi il vecchio ufficio di appartenenza con un nuovo incarico.

Durante il periodo formativo, iniziato a gennaio, sono stati preparati ad assumere nuove e maggiori responsabilità derivanti dall’aver ottenuto la sciarpa tricolore, simbolo dell’esercizio di Autorità di pubblica sicurezza, funzione specifica dei funzionari della Polizia di Stato, e dall’appartenenza al nuovo ruolo.

La conclusione del corso è stata, per ognuno di loro, anche l’occasione par condividere l’orgoglio di aver raggiunto un nuovo traguardo, con le famiglie e i figli.

A tutti loro i nostri migliori auguri