Firmato protocollo d’intesa a tutela dei minori

protocollo intesa minoriÈ stato siglato oggi a Roma, un protocollo d’intesa tra il capo della Polizia Lamberto Giannini, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, e il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi.

Scopo del documento è la tutela dei minori dal rischio di “vittimizzazione secondaria”, soprattutto quando già provati da un vissuto, anche familiare, che ne pregiudica la crescita e l’incolumità.

protocollo intesa minoriL’allontanamento dal nucleo familiare è un momento estremamente difficile e doloroso, che, quando si rende assolutamente necessario nel superiore interesse del minore, deve avvenire secondo modalità che siano rispettose della sua vulnerabilità e non ne turbino l’equilibrio psicofisico.

Si tratta di una di quelle tematiche che vede la Polizia di Stato particolarmente sensibile e impegnata, soprattutto quando è chiamata ad intervenire in contesti spesso critici a causa della vulnerabilità dei soggetti coinvolti.

protocollo intesa minoriIn particolare, l’intesa ha l’obiettivo di definire univoche modalità operative per rendere chiari e uniformi gli interventi delle Forze di polizia in relazione alle attività in cui sia previsto l’intervento della Forza pubblica nella esecuzione di provvedimenti che tutelano i figli dai genitori, adottati dall’Autorità giudiziaria; promuovere iniziative di formazione multidisciplinare; individuare eventuali problematiche e criticità nella normativa di settore.

La promozione e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti, nei casi in cui entrano in contatto con le Forze di polizia, ha portato già negli anni scorsi alla diffusione del “Vademecum per le Forze di polizia” del 2014, frutto di un accordo tra il Dipartimento della pubblica sicurezza e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, e alla collaborazione, nel 2015, degli esperti della Direzione centrale anticrimine, alla stesura delle “Linee guida per i processi di sostegno e tutela dei minorenni e delle loro famiglie” del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali.

Terrorismo internazionale: perquisizioni e sequestri in 19 città

digosIn diverse città italiane, Polizia di Stato e Carabinieri hanno eseguito numerose perquisizioni disposte dalla Procura Distrettuale di Roma per associazione con finalità di terrorismo internazionale, nell’ambito di un’operazione che ha coinvolto complessivamente 29 persone.

Nel corso delle perquisizioni – che hanno interessato le città di Roma, Milano, Torino, Ancona, Bergamo, Padova, Verona, Rovigo, Vercelli, Bologna, Cesena, Rimini, Latina, Arezzo, Foggia, Reggio Calabria, Ragusa, Trapani e Caltanissetta – sono stati sequestrati numerosi dispositivi elettronici oltre a materiale informatico, su cui verranno effettuati approfondimenti investigativi.

Tra il materiale individuato vi sono video e immagini di propaganda dell’organizzazione terroristica Isis raccolte della rivista Al Naba, organismo ufficiale del Daesh, comunicati dell’agenzia di stampa Amaq, organo di diffusione delle principali operazioni dell’Isis nel mondo, audio della casa mediatica Al Furqan e della radioemittente ufficiale di IS Al Bayan, manuali di tecniche di combattimento e auto-addestramento, oltre a file multimediali contenenti la storiografia del Califfato.

L’attività investigativa, ha avuto inizio oltre un anno fa a seguito alla segnalazione, da parte della Federal Bureau Investigation statunitense, dell’esistenza di un sito di propaganda dell’organizzazione terroristica Isis presente nel dark web a cui potevano aver fatto accesso persone presenti in Italia.

In particolare gli investigatori hanno monitorato circa 2mila indirizzi informatici di visitatori che oltre ad aver frequentato in più occasioni gli spazi virtuali nascosti, avevano scaricato materiale di propaganda dell’organizzazione terroristica.

L’analisi della corposa mole di dati tecnici acquisiti dalle compagnie telefoniche italiane ha consentito di individuare utenti reali localizzati in Italia nei confronti dei quali sono stati avviati ulteriori accertamenti sul posto a cura degli uffici Digos della Polizia di Stato e del Ros dei Carabinieri.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di individuare 29 persone, già coinvolte in precedenti attività di indagine, le quali, durante tutto l’arco temporale esaminato, svolgevano una costante consultazione dei contenuti e non una semplice visione casuale o estemporanea.

Milano: la Polizia di Stato ricorda il commissario Calabresi

Milano: la Polizia di Stato ricorda il commissario CalabresiIl 17 maggio di 50 anni fa in via Cherubini a Milano un commando armato, appartenente all’organizzazione di estrema sinistra “Lotta Continua”, assassinò il commissario capo Luigi Calabresi.

Questa mattina, a Milano, è stata ricordata la figura del giovane commissario di Pubblica Sicurezza alla presenza del capo della Polizia Lamberto Giannini e dei familiari di Calabresi.

Nella chiesa di San Marco è stata celebrata una messa in suffragio officiata dall’arcivescovo di Milano Monsignor Delpini e, successivamente, presso la questura di Milano si è tenuta la cerimonia commemorativa, nella quale il prefetto Giannini, intervenuto dopo la signora Gemma Capra, moglie di Calabresi, ha sottolineato 

“Finalmente è stata restituita al Paese la figura che era, grazie al suo onore ed alla sua professionalità. Ma c’è stata una storia che mai, mai per un momento, è stata incrinata all’interno della Polizia e delle Forze dell’ordine, soprattutto per i funzionari, come lo sono stato io per 28 anni, dell’antiterrorismo, per i quali il commissario Calabresi è stato sempre un mito, una stella polare. Un esempio, grazie al suo acume investigativo, alla sua capacità di mediazione, sempre pronto a comprendere le ragioni dell’altro. Questa celebrazione, oltre ad essere un doveroso ricordo, deve anche essere un monito affinchè non possa accadere mai più quello che accadde in passato”

Milano: la Polizia di Stato ricorda il commissario CalabresiAl termine, il capo della Polizia ha deposto una corona di alloro vicino al busto dedicato a Luigi Calabresi.

L’assassinio del commissario Calabresi fu deciso da una parte di militanti di alcune organizzazioni politiche della sinistra extra-parlamentare che lo ritenevano responsabile della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli. Quest’ultimo era stato fermato nel corso delle indagini per la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 ed era morto precipitando da una finestra della questura di Milano.

Prima di lasciare il luogo della cerimonia, il prefetto Giannini ha deposto una corona all’esterno della Questura, presso la lapide in memoria delle 4 vittime della strage del 17 maggio 1973, in cui rimasero ferite anche 52 persone.

Milano: la Polizia di Stato ricorda il commissario CalabresiIn quella occasione, proprio nel giorno in cui veniva inaugurato il busto dedicato a Calabresi ad un anno dalla sua morte, il terrorista Gianfranco Bertoli lanciò una bomba a mano tra la folla causando la morte di Gabriella Bortolon, Felicia Bartolozzi, Giuseppe Panzino e della guardia di Pubblica sicurezza Federico Masarin, in servizio all’Ufficio politico della questura di Milano.

‘Ndrangheta in Lombardia, due arresti

'Ndrangheta in Lombardia, due arrestiI poliziotti della Squadra mobile di Milano e i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Como hanno arrestato 2 persone, colpevoli di associazione mafiosa, favoreggiamento, frode fiscale, bancarotta, intestazione fittizia e possesso illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso.

Il primo è un uomo di sessantaquattro anni, già in carcere per associazione mafiosa e per essere stato il mandante di un omicidio.

Nonostante la reclusione ha gestito i suoi affari impartendo disposizioni ai suoi uomini, tra cui l’ordine di un violento pestaggio nei confronti di una persona che gli doveva del denaro. Il criminale, inoltre, è accusato di essere amministratore, tramite uomini di
fiducia, di numerosi esercizi commerciali intestati a terzi e di aver praticato prestiti a usura.

Il secondo uomo, un 44enne originario del catanese ma residente nel comasco, è stato arrestato per aver fornito un supporto logistico all’associazione mafiosa e per aver partecipato a degli scavi, mettendo inoltre a disposizione la strumentazione per eseguirli, per recuperare 55mila euro, proventi di attività illecite, nascosti all’interno di un maneggio nel comasco, poi sequestrato dai poliziotti.

Le indagini, che già nel novembre del 2021 avevano portato all’arresto di 54 persone indagate per i medesimi reati, hanno fatto luce sull’operatività di famiglie di
‘Ndrangheta operanti nelle province di Milano, Como, Varese e in Svizzera; quest’ultima divenuta terreno fertile per il traffico di stupefacenti e dimora di alcuni dei criminali precedentemente indagati che vi si erano stabilmente insediati.

Gli investigatori hanno documentato anni di storia criminale del territorio lombardo per cui sono stati fotografati tre periodi storici:

Il periodo 2007/2010, caratterizzato da numerosi episodi di estorsione ai danni di imprenditori locali.

Il periodo 2010/2019 in cui, alle estorsioni, si è aggiunto il controllo e la gestione economica di appalti relativi al servizio di pulizia di grandi imprese ottenuti dall’organizzazione grazie alla collusione di un imprenditore locale, titolare formale di cooperative operanti nel settore, tramite le quali veniva ideato e attuato un articolato sistema di frode finalizzato all’evasione fiscale.

Il periodo 2018 sino ad oggi in cui, dopo esser stato duramente colpito, grazie a diversi arresti, il sistema di frode fiscale del precedente periodo, sono ripresi su larga scala gli episodi di estorsione a piccoli e medi imprenditori e a semplici cittadini.

Pillole di sicurezza al Giro d’italia

Al 105° Giro d’Italia che si corre sino al 29 maggio prossimo la Polizia di Stato, con gli specialisti della Stradale, assicura la sicurezza della carovana lungo tutte le tappe.

Vista la risonanza che la competizione ha sull’opinione pubblica, gli agenti al seguito del Giro abbinano alla sicurezza una serie di iniziative collaterali indirizzate a sensibilizzare gli utenti della strada sulla prevenzione. 

Oltre al Pullman Azzurro, presente in ogni tappa, e al concorso Biciscuola che coinvolge gli utenti più giovani, i poliziotti che scortano il Giro hanno realizzato anche alcune pillole di sicurezza che ricordano alcune regole, semplici ma fondamentali per garantire l’incolumità propria e quella degli altri.